Se vuoi scoprire la persona che si cela dietro uno dei volti più amati dell’hotel, continua a leggere...
Ciao Paola, per i nostri ospiti sei un punto di riferimento. Ma raccontaci in prima persona di te!
Sono Paola. Sono una gradese DOC ma allo stesso tempo cittadina del mondo.
Ho una mentalità aperta e il mio punto di forza è il mio carattere: sono solare, espansiva e una grande comunicatrice. Nel lavoro mi ritengo costante e professionale.
Come sei arrivata al Savoy? E quali sono i tuoi primi ricordi qui?
Sono arrivata nel 1983 grazie a Gabriella, la mia migliore amica e cameriera di sala, e alla signora Elena, governante dell'epoca. Il primo impatto che ho avuto con i datori di lavoro (i tuoi nonni Richard e Mara) è stato molto empatico. Ero intimorita - avevo solo 13 anni - ma mi hanno messo a mio agio.
Mi hanno detto che volevano puntualità, cordialità e, soprattutto, il sorriso.
Questo per me era naturale.
Qual'è stata e qual'è la tua mansione?
Il mio percorso qui è di 43 anni, di cui 17 trascorsi nelle camere come cameriera ai Piani.
Poi, grazie a Thomas, con grande fiducia, sono passata in Sala Ristorante.
Una volta espressa la mia volontà di cambiare reparto, il maitre Antonio mi disse che per lui sarei stata tempo perso, troppo selvaggia e sopra le righe.
Thomas invece mi ha dato fiducia, mi ha fatto da insegnante per un mese e per i successivi 5 anni ho fatto la cameriera in Ristorante, per poi passare al Pool Bar, il mio regno.
Qual'è la tua più grande soddisfazione?
Ricordo che il nonno Riccardo mi disse, d’accordo con l’opinione di Antonio, che se fosse stato per lui io in sala non ci avrei messo piede
Ma un paio d'anni dopo mi disse: Mi devo ricredere su quello che ti dissi. Sei davvero brava!
Questo è stato il complimento più bello e sincero della mia vita.
Secondo te, perché sei così amata dagli ospiti del Savoy?
Perché la persona, quando arriva qui, si sente accolto da me come se fossi una di famiglia. E questo fa la differenza tra il nostro Hotel Savoy e gli altri alberghi.
Hai mai pensato di andare altrove?
Ho considerato la possibilità di un lavoro annuale, ma non l'ho mai fatto perché sono legata a questa famiglia e riconoscente per avermi dato l'opportunità di crescere. Per me il Savoy è casa. I miei collaboratori sono i miei amici (mi riferisco soprattutto a Simone e Mattia).
Raccontaci qualcosa dell'esperienza con Joe Bastianich a New York!
Il signor Bastianich e la sua famiglia sono stati eccezionali. È stata una bellissima esperienza e, nonostante non sapessi l’inglese, con la mia grande determinazione ce l’ho fatta. Tuttavia, New York è una città molto frenetica e senza contatto umano. Così sono rientrata a Grado.
Qual è la cosa più bella del tuo lavoro qui?
Poter vedere crescere le famiglie dei nostri ospiti che molto spesso sono famiglie generazionali che frequentano il Savoy perché era il luogo scelto dai lori nonni e oggi ci portano i figli o i nipoti…
Che ricordi hai della Signora Mara, mia nonna?
La nonna Mara ti salutava ogni volta che ti vedeva, anche dieci volte al giorno. Ti chiedeva sempre come stavi e ascoltava con attenzione la risposta. La cosa più bella era il suo fischiettare per annunciarsi, così ti permetteva di non farsi trovare impreparati! Ancora oggi, due o tre volte a stagione, sento il suo profumo... La sua anima è qui.
Il nonno Richard era il volto del Savoy. Cosa direbbe dell’hotel che siamo diventati?
Il nonno sarebbe orgoglioso e felice di vedere la sua creatura diventare sempre un punto di riferimento a Grado, anche per altri albergatori. Aveva la grande capacità di vedere sempre oltre e non fermarsi mai, era un visionario.
C'è qualcosa che ti piacerebbe ancora fare qui?
Mi piacerebbe tanto vedere l'albergo crescere ancora, magari con una piscina più grande.
Penso che i nostri ospiti sarebbero d’accordo con te! C’è ancora qualcosa che vuoi aggiungere?
Ringrazio di cuore la famiglia per tutti questi 43 anni e spero di continuare ancora a lungo.
Mi sono formata qui come professionista e come donna e spero di aver dato qualcosa anche io a loro.
Il mio motto, che mio papà mi ripeteva sempre, è: “lavorare sempre con passione!”. E io lo faccio.
Ringrazio anche tutti i nostri nostri ospiti grazie ai quali l’Hotel Savoy vive!

